Milano: un 12 dicembre di lotta

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Nella data lanciata da CGIL e raccolta dalla UIL per lo sciopero generale, a Milano c’è chi ha scelto di muoversi laddove proprio questi sindacati hanno deciso di abbandonare i lavoratori in nome dell’ipocrita chimera del “far ripartire la crescità”, l’Expo 2015. Dalla prima mattinata infatti un nutrito corteo si è introdotto nei cantieri dell’esposizione internazionale, entrando in diretto contatto con il dietro le quinte di quest’ennesima grande opera e con chi lavora al suo interno e dimostrando ancora una volta che l’inviolabilità di questi luoghi è più mentale che pratica. La realtà che viene riportata ai nostri microfoni è quella di dinamiche lavorative analoghe a quelle del mondo del caporalato e di uno stato dell’arte che fa presagire come Milano 2015 sarà un’altra Torino 2006, Roma 2009 o G8 della Maddalena.

Di seguito l’intervista (in cui trova anche spazio una narrazione più complessiva del 12 dicembre milanese).

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