RadiAzione
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⚠️ PERQUISIZIONI IN CORSO⚠️

All'alba di oggi 14 maggio la digos è piombata in casa di alcuni compagni, prelevando tre di loro e portandoli in questura. Oltre a questo anche la nostra sede è stata sottoposta a perquisizione, con tanto di reparto celere a guardia della situazione, sequestrando materiale del corteo del 25 aprile. Non entriamo in merito dei fatti con le indagini in corso. Vogliamo però segnalare un dato, in questi mesi siamo stati al centro delle manifestazioni che davano solidarietà alla Resistenza palestinese e in questi giorni stiamo sostenendo le proteste studentesche contro la guerra e gli accordi tra i nostri atenei e l'entità sionista. Non ci sembra un caso quindi che, in un periodo in cui le esigenze della classe borghese e del governo sono quelle di reprimere qualunque voce contro la guerra della NATO e degli USA, la repressione colpisca chi sostiene e supporta questo movimento. Oggi infatti ci sarebbe la contestazione del senato accademico per la rescissione degli accordi tra unipd e entità sionista e proprio oggi, puntale, la repressione dello stato colpisce, quasi come a mandare un segnale a tutti e tutte: "se continuate su questa strada sappiate che non avrete vita facile". 

Non ci facciamo intimorire da questa becera provocazione e continueremo a sostenere le lotte per la liberazione della Palestina e tutte le lotte che ci vedono coinvolti, perché sappiamo che se il nemico ci colpisce duramente allora siamo sulla strada giusta. 

Ci troverete sempre ai nostri posti nelle piazze, nei posti di lavoro, in università, pronti a cambiare questo sistema capitalista fatto di  guerre, miseria e morte. 

LA REPRESSIONE NON CI FERMERÀ 

PORTIAMO L'INTIFADA NEL CUORE DELL'IMPERIALISMO 

UN SOLO GRIDO: RIVOLUZIONE
📻 DIRETTA DEL CONTRO-SENATO ACCADEMICO 📻

🔻Torniamo in diretta dall'intifada studentesca di Padova collegandoci in diretta da Palazzo Bo per seguire il contro-senato accademico rivolto alla comunità accademica e alla cittadinanza.

In diretta dalle 18:00 circa

👉 Sempre su: diretta.radiazione.org
🇵🇸 GLI APPUNTAMENTI DEL WEEKEND 🇵🇸

👉 OGGI

🔻ORE 17:00 CORTEO CITTADINO - Sosteniamo l'intifada studentesca

🔻ORE 20:45 - Nakba "I nostri occhi sono i nostri nomi" (Piccolo Teatro, zona Paltana - Padova)

👉DOMANI

🔻 DALLE 14:30 - Esposizione mostra Palestina a cura dell'assemblea Free Palestine di Padova (Parco Milcovich, Padova)

🔻ORE 18:00 - Presentazione mostra e dibattito
🔻 Condividiamo le considerazioni della @rivistaantitesi sulle perquisizioni dei giorni scorsi e l'attacco al movimento in solidarietà alla Palestina.

👉 Qui per il comunicato completo: https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/respingere-lattacco-al-movimento-per-la-palestina/
Attacco repressivo contro un lavoratore della scuola.

Denunciamo l'ennesimo attacco repressivo ai danni di un lavoratore della scuola, un nostro compagno, avvenuto lunedì mattina. Il dirigente scolastico lo ha convocato per comunicargli che, a causadella sua militanza politica, non era più persona gradita all'interno dell'istituto. Questo ha portato al mancato rinnovo del contratto e, di conseguenza, alla perdita del posto di lavoro.
Va sottolineato il comportamento del dirigente scolastico che non ha mai tempo per rispondere degli  allagamenti della scuola, degli spazi inadatti per gli studenti e non si preoccupa di interrogare il ministero per la continua mancanza di fondi. Riesce per a trovare subito il modo per rispondere alla Digos e convocare il compagno; evidentemente ha ben altre priorità.

E’ stata proprio la Digos di Padova a informare il dirigente della militanza del compagno. Inoltre, la stessa, si è presentata sul posto di lavoro per notificare decreti relativi all'inchiesta del 14 maggio relativa a delle scritte in favore della resistenza palestinese apparse a Padova a gennaio. Il 14 maggio, oltre alla perquisizione della nostra sede, tre compagni sono stati perquisiti, prelevati e portati in Questura.

La Questura di Padova continua ad attaccare, in perfetta linea con il mandato del Ministero dell'Interno, coloro che si schierano al fianco della Resistenza palestinese, dagli studenti in lotta ai lavoratori.  Questo attacco va inserito in un clima generale di repressione e guerra, in cui lo Stato e i padroni cercano di zittire qualsiasi dissenso, in particolare contro il movimento di solidarietà alla Palestina. In questo contesto la scuola è osservata speciale, luogo dove reprimere, minacciare e sanzionare qualunque voce contro lo stato sionista e la Nato.
Un altro episodio emblematico è l'attacco subito qualche giorno fa da un educatore, Seif Bensouibat, che lavorava nella scuola francese Chateaubriand a Roma. A seguito di un post pro -Palestina, si è visto togliere il lavoro, lo status di rifugiato ed è stato rinchiuso in un Cpr, con il rischio di essere espulso.

Tutto questo si inserisce in un quadro molto chiaro: quello della continua militarizzazione della scuola a cui assistiamo da anni. Il comparto industriale – militare e della difesa si è sempre più incuneato nel mondo dell'istruzione con l'inserimento di orientamenti professionali, borse di studio e progetti di alternanza scuola-lavoro in caserme e basi militari, e ancora con gite, parate, mostre e sfilate, con l'obiettivo di propagandare l'adesione all'ideologia della guerra tra le nuove generazioni, anche al fine di reclutare nuova carne da macello per le imprese belliche.
In questo clima, i precari sono la componente tra i lavoratori maggiormente sotto attacco perché è più facile liberarsi di loro. Solo nel comparto scuola si contano più del 18% dei precari, frutto di decenni di riforme e tagli, che non vedono alcuna prospettiva di essere stabilizzati. Lo Stato risparmia sugli stipendi e dispone così di manodopera ricattabile e facilmente scaricabile, mentre il personale di ruolo si ritrova sempre più risicato e con tutto il carico di lavoro addosso.

Questi episodi si inseriscono in una fase in cui il processo di militarizzazione della scuola va di pari passo con un processo di militarizzazione più generale della società, accelerato dalla generale tendenza alla guerra. 
Non ci faremo intimidire da questa ennesima provocazione e continueremo a sostenere le lotte per la liberazione della Palestina e di tutti i popoli oppressi all'interno dei nostri posti di lavoro, nelle nostre scuole, nell'università e nella nostra città, pronti a lottare per cambiare questo sistema di repressione e morte. Prendiamo esempio dalla resistenza palestinese che da oltre 76 anni resiste contro il nemico sionista e dall'intifada studentesca, che inonda le università del mondo per gridare all'unisono: rescindiamo gli accordi con Israele. 

La repressione non ci fermerà! 
Portiamo l'intifada nel cuore dell'imperialismo!
🔥 SPECIALE - INTIFADA STUDENTESCA 🔥

📻 Puntata speciale per raccontare l'esperienza dell'intifada studentesca a Padova. Dialoghiamo insieme a @storia_attiva e @cordapadova che hanno animato e continuano ad animare le lotte di questi giorni. Per continuare a parlare di Palestina e rinnovare il sostegno alla sua Resistenza.

🌍 In onda venerdì 24 dalle 19:00

👉 Sempre su: diretta.radiazione.org
📻🔥 ORA IN DIRETTA!
Forwarded from RadiAzione
🔥 SPECIALE - INTIFADA STUDENTESCA 🔥

📻 Puntata speciale per raccontare l'esperienza dell'intifada studentesca a Padova. Dialoghiamo insieme a @storia_attiva e @cordapadova che hanno animato e continuano ad animare le lotte di questi giorni. Per continuare a parlare di Palestina e rinnovare il sostegno alla sua Resistenza.

🌍 In onda venerdì 24 dalle 19:00

👉 Sempre su: diretta.radiazione.org
📻 CARICHIAMO IL PODCAST DELLO

🔥SPECIALE - INTIFADA STUDENTESCA

🇵🇸 Grazie a Storia Attiva e CoRDA per averci raccontato l'esperienza di studenti e lavoratrici di UniPD durante queste giornate di lotta

👉 Clicca qui per ascoltare: https://radiazione.org/rubriche-e-speciali/intifada-studentesca-apriamo-il-microfono-a-studenti-e-lavoratori-di-unipd/
‼️LA PIOGGIA NON FERMA LA SOLIDARIETÀ‼️
🔥 BENEFIT CONTRO LA REPRESSIONE 🔥
📆 SABATO 25 MAGGIO📆
📍 Bike Stop Padova
(via Isonzo 15, Padova)

Chiamiamo ancora una volta i solidali a raccolta per un nuovo benefit all'insegna della solidarietà.
Per tutta la serata ci accompagneranno bar popolare, panini onti, interventi e materiali controinformativi!
Il ricavato andrà a rimpinguare la cassa antirepressione, che ci permette di affrontare i numerosi processi, dentro e fuori le aule di tribunale!!!

Dalle 17
Materiali informativi, Dj set, bibite fresche e panini onti

Dalle 20 circa LIVE con:
MAD COW SINS
punk rock formed in 2018 in Venice
FOGO
ignorant bluesrock trio da PD city
FECCIA ROSSA
25 anni di Oi! da Verona
RESPIRO NOCIVO
punk rock band from Vicenza since 2009 che festeggeranno in quest'occasione i 15 anni di concerti!

🎚 Prima e dopo dei live DJ SET

More info soon!
Il 2 giugno il nostro paese festeggia la festa della repubblica, ma cosa c'è veramente da festeggiare?
Un'Italia che dice di essere fondata su lavoro e pace si schiera da mesi affianco al regime sionista (finanziandolo ed armandolo), colpevole del massacro a Gaza, e agli stati occidentali che inviano bombe e navi contro lo Yemen.

🇵🇸Dopo mesi di genocidio, bombardamenti continui su ospedali, campi profughi, abitazioni e università a Gaza pensiamo sia fondamentale continuare a mobilitarci affianco al popolo palestinese, alle masse del mondo, agli studenti.
Per questi motivi scenderemo in piazza per il corteo regionale indetto dai Giovani Palestinesi domenica 2 giugno alle ore 15:00.

Contro sionismo e guerra!
Solidarietà al popolo e alla resistenza palestinesi!

CPC Levante
Stasera dalle 19.30 in diretta puntata speciale di ControVento sulla repressione della solidarietà alla Resistenza Palestinese: partendo da casi più eclatanti come il caso di Seif Bensuibat, le perquisizioni a Firenze, le 23 misure cautelari di Bologna, affrontiamo alcuni casi avvenuti nelle ultime settimane nella nostra città: le perquisizioni in 3 case e al Picchetto, che han fatto perdere il lavoro ad un compagno del CPC Levante, l'ingresso degli sbirri in università di questo martedì (testimonianza di FGC Padova), il foglio di via dato ad un giovane della provincia per punire la sua partecipazione attiva ai cortei degli ultimi mesi.
CONTRO LA REPRESSIONE NON SI TACE
“il nostro faro è il lavoro buono, stabile, sicuro, di qualità, che dà dignità alla persona”

Queste sono le parole della ministra del lavoro Calderone, una presa in giro visto le politiche che questo governo, come quelli precedenti stanno portando avanti:

Precarizzazione e subappalti. È la costante ricattabilità che mette i lavoratori nelle condizioni di mettere in secondo piano la sicurezza, nel costante tentativo di farsi rinnovare il contratto, accettando così anche di svolgere lavori rischiosi anche al di fuori delle loro competenze. Senza contare che alcuni settori sono quasi totalmente in mano al caporalato come il settore agricolo;

Aumento dello sfruttamento. Il continuo aumento esponenziale del carico a cui noi lavoratori veniamo sottoposti (in termini di orario o il constante aumento della produttività a discapito della sicurezza);

Salari da fame. Il costo della vita aumenta ma gli stipendi sono sempre gli stessi, questo spinge le famiglie sempre più a ridosso della soglia di povertà e quindi costringe alla ricerca di un’entrata extra tramite straordinari o un secondo lavoro (a fine 2023 si parlava di 3 milioni di italiani che avrebbero una doppia occupazione);

Tagli a “controlli” e impunità padronale. Negli anni i vari governi hanno tagliato i già insufficienti controlli sulle condizioni di lavoro e sicurezza. La riduzione dei dipendenti degli organi di vigilanza e degli enti nazionali che si occupano di lavoro (Inail, Spisal e Itl) serve a rendere inutili questi strumenti, più di quanto già non lo fossero. Questo garantisce ai padroni una impunità di fatto in quanto molto difficilmente devono rispondere delle condizioni nelle quali ci fanno lavorare e anche nei pochi casi che ciò avviene, la giustizia borghese trova il modo per sollevarli da qualsiasi responsabilità.

I morti sul lavoro non sono una fatalità. Gli oltre 350 morti sul lavoro che abbiamo visto nei soli primi quattro mesi di quest’anno, sono il prodotto di questo sistema infame. A questi, si aggiungono Satnam Singh di 31 anni deceduto a Latina in seguito all’amputazione di un braccio da parte di un macchinario agricolo mentre svolgeva la sua mansione e scaricato come immondizia dal suo datore di lavoro, e Pierpaolo Bodini di 18 anni morto nel Lodigiano schiacciato anch’egli da un macchinario agricolo.

A loro e alle loro famiglie, in questo momento, vanno il nostro cordoglio e la nostra solidarietà.


Solidarietà che ora più che mai diventa fondamentale perché per invertire questa situazione è necessario che tutti noi lavoratori ci uniamo e organizziamo per lottare contro questo sistema che ci considera carne da macello e ci sfrutta per i loro interessi. Che impiega i soldi di tutti noi per finanziare guerre e interventi militari in tutto il mondo anziché investirli in sicurezza sul lavoro.


Il capitalismo uccide e i morti sul lavoro gridano vendetta. I responsabili sono i padroni, i vari politicanti e burocrati di stato che ne difendono gli interessi e l'impunità. Solo lottando e facendola finita con questo sistema potremmo non solo riconquistare quei diritti che ci vogliono togliere ma anche costruire una società nuova senza guerre, classi e sfruttamento.

Pagherete caro, pagherete tutto!